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Il Centro per la Patologia e la Conservazione del Libro e del Documento (Ce.Pa.C.), istituito a Forlì nel 1979, si occupa di restauro conservativo e condizionamento di materiale bibliografico, archivistico e grafico nell’ ambito nazionale; negli ultimi anni ha compiuto numerosi interventi di restauro su opere di pregio e di notevole interesse documentario, quali:
 
:: la Bibbia Savonaroliana conservata presso la Biblioteca Ariostea di Ferrara;
:: i Globi Terrestre e Celeste di Vincenzo Maria Coronelli presso la Biblioteca Classense di Ravenna;
:: i 19 volumi delle Novelle della Repubblica Letteraria e i 13 volumi delle Novelle Letterarie Fiorentine della Biblioteca dell’ Archiginnasio di Bologna;
:: i 108 volumi di incisioni della Raccolta Lambertini, conservati nel Gabinetto di Disegni e Stampe della Pinacoteca Comunale di Bologna;
:: le 300 incisioni della Fondazione della Cassa di Risparmio di Parma;
:: le 17 raccolte di Grida e Bandi dei secc. XVII e XVIII appartenenti alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Parma;
:: le 300 acqueforti del Guercino conservate nella Pinacoteca di Cento;
:: le 101 incisioni di Bartolomeo Pinelli e le 25 litografie di Giuseppe Ugonia del Museo Ugonia di Brisighella;
:: i 4 volumi della raccolta Disegni e Stampe appartenenti al Fondo Piancastelli della Biblioteca Comunale di Forlì;
:: 3 corali miniati dei secc. XIII e XIV del Museo Civico Medievale di Bologna;
:: l’ album dei disegni di Girolamo Reggiani raffiguranti la Cappella Feo della Biblioteca Comunale di Forlì;
:: i volumi conservati nella Casa Museo Marino Moretti, danneggiati dall’ esondazione del canale di Cesenatico;
:: 78 incisioni della Pinacoteca Civica di Faenza;
:: 4 mappe di grandi dimensioni della Fondazione Biblioteca Malatestiana di Cesena;
:: 200 mappe della Biblioteca Comunale di Forlì;
:: il Globo Celeste di Matteo Greuter del 1636 presso la Biblioteca Comunale di Forlì;
:: alcuni disegni della Collezione Villani donati ai Musei Civici di Reggio Emilia;
:: 11 disegni a tecnica mista della Pinacoteca Comunale di Ravenna.
Oltre agli interventi di restauro realizzati nel proprio laboratorio, il Centro è impegnato nell’ indagine microclimatica negli ambienti preposti alla custodia dei materiali, a fini preventivi, e nella produzione e commercializzazione di contenitori conservativi; ha inoltre collaborato all’ allestimento di alcune mostre organizzate dalla Biblioteca e dalla Pinacoteca Comunale di Forlì, quali:
  :: Melozzo: la sua città, il suo tempo;
:: Forlì Capitale;
:: Francesco Rosaspina;
:: La città progettata: Forlì, Predappio, Castrocaro;
:: Gli antichi Statuti del Comune di Forlì;
:: Viaggiatori nel Tempo;
e di esposizioni organizzate al di fuori dell’ ambito comunale, tra cui:
:: La cartamoneta, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Parma e Busseto;
:: Haec sunt Statuta, organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Vignola;
:: Duecento. Forme e colori nel Medioevo a Bologna, curata dal Civico Museo Medievale di Bologna;
:: I disegni della collezione Villani donati ai Musei Civici di Reggio Emilia, promossa dalla Biblioteca Comunale di Reggio Emilia.

Tra i prossimi lavori che impegneranno la Cooperativa, è di rilievo particolare un progetto di restauro degli antifonari della Biblioteca Comunale di Forlì.

Con la sua attività articolata nei diversi ambiti della prevenzione, della diagnosi, della sperimentazione delle metodologie di intervento più aggiornate, il Ce.Pa.C. rappresenta un attivo polo di ricerca e di lavoro, dove trovano una loro concreta applicazione le più recenti linee teoriche del restauro. Infatti l’ attività del restauratore, in passato legata ad un ruolo prevalentemente artigianale ed orientata a fini per lo più ricostruttivi ed estetici, è oggi guidata da criteri archeologico-scientifici e preventivi, al fine di operare nel massimo rispetto della struttura originaria del manufatto.
Il Ce.Pa.C. cura l’ analisi dell’ oggetto con metodologie non distruttive e con strumentazioni di rilevamento adeguate per un corretto riconoscimento e per la conservazione delle molteplici informazioni deducibili dalla sua materialità. L’individuazione dei processi di fabbricazione e di assemblaggio, e delle cause di deterioramento biochimico, spesso supportata dalle competenze di specialisti esterni, si accompagna allo studio del grado di compatibilità fra i materiali utilizzabili per il restauro e quelli originari, a garanzia di un intervento il più possibile efficace, durevole, controllabile, se necessario ritrattabile nel tempo. Le scelte metodologiche di volta in volta adottate, differenziate per ogni realtà in base all’ analisi della specificità del materiale in esame, vengono giustificate e documentate con unità di metodo.

Il problema della conservazione nasce e si articola con il progredire della civiltà umana: una volta inventata la scrittura, diventa necessario preoccuparsi di conservare i documenti scritti; a tal fine vengono adottati metodi diversi a seconda dell’ epoca e della civiltà, del variare dei supporti materiali, dell’ evoluzione tecnologica, del grado di consapevolezza culturale…
Oggi si registra una crescente domanda di cultura e lo sviluppo di una sensibilità ed un interesse diffusi verso un patrimonio ingente conservato in biblioteche, complessi museali, archivi, da valorizzare e tutelare; le problematiche della conservazione e del restauro trovano ascolto e risonanza; il restauratore è investito di un ruolo di notevole responsabilità: la sua professionalità si fonda su competenze specifiche di progettista e allo stesso tempo di esecutore dell’ intervento, che gli permettano di affrontare e risolvere caso per caso il dilemma fra fruizione e conservazione del documento, nella consapevolezza della contraddittorietà fra aspetti distruttivi e aspetti conservativi sempre compresenti nell’ opera di restauro. Per il suo lavoro è fondamentale la conoscenza di metodi e tecniche tradizionali, ricavati da una lunga esperienza, integrati con uno studio scientifico dei materiali, con l’ ausilio della strumentazione tecnologica e con una riflessione teorica da rinnovare con continuità.
La lunga esperienza nel campo del restauro, l’ aggiornamento tecnico del personale, l’ utilizzazione di strumenti adeguati , insieme alla disponibilità alla ricerca, alla sperimentazione, alla discussione delle scelte metodologiche e al confronto con altri centri attivi nello stesso settore fanno del Ce.Pa.C. una struttura fondamentale nell’ ambito della conservazione e del recupero dell’ integrità di opere preziose per la storia del pensiero, della società, dell’arte.

Ce.Pa.C. scarl via L. Galvani, 13 - 47100 Forlì - tel.0543.774968 fax 0543.792973 mail: info@cepac.it

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